
Arriva sempre il momento in cui ci si deve confrontare con un certo modo di vedere le cose, interpretare i grandi eventi, decifrare le situazioni. Ho sempre trovato affascinanti le correnti di pensiero cospirazioniste, le dietrologie e in generale le ipotesi complottiste, se non altro perchè ci restituiscono un quadro delle cose in cui tutto sommato si può ancora rintracciare un senso a quello che succede. Come se la realtà conservasse una sua linearità, e i meccanismi di tipo causa-effetto fossero ancora la dominante mai sostituita dalle reazioni cosiddette “a catena” (v. anche effetto farfalla). Per non dire poi di quanto ci affascina, mentre leggiamo un trattato iper-paranoico, pensare che forse stiamo davvero arrivando ad un grande mistero dell’umanità.
Faccio questa premessa perchè già da qualche mese gira in rete questo documentario, il cui titolo è Zeitgeist (tedesco per “spirito del tempo”), dalle ambizioni abbastanza marcate. Prodotto senza fini di lucro da Peter Joseph, è composto di tre parti che si occupano di confutare un po’ di certezze rispetto a religione, 11 Settembre, coinvolgimento degli Usa negli scenari di guerra, dalla prima guerra mondiale alla seconda guerra del Golfo. Roba da poco insomma.
Perché sono qui a scriverne allora? Considerato che dura quasi due ore, vale la pena perderci tanto tempo? Il problema di questo approccio paranoico è che subito viene etichettato come saturo di pregiudizi e quindi immeritevole di attenzione, mentre in realtà in più di un punto ho messo in pausa per riflettere su cose cui generalmente non dò molta importanza.
Il filo conduttore è quello dei falsi miti, utilizzati come elementi portanti di alcune ideologie al fine di esercitare il controllo sulla maggior parte della popolazione (v. masse), da parte di alcune elites. In ordine di apparizione, abbiamo quindi 45 minuti di osservazioni su come buona parte della simbologia cristiana non sia che un plagio di culti molto precedenti a quello cattolico. Dagli egizi ai persiani, passando per greci e fenici, ecco come tutti i figli di Dio sono nati il 25 Dicembre, da una vergine, facendo poi la stessa fine, ossia morte e resurrezione dopo tre giorni. La spiegazione si intreccia con l’astrologia, e questo la rende almeno secondo me particolarmente affascinante.
Nella seconda parte viene riproposta l’ipotesi dell’ undici Settembre come evento organizzato dall’intelligence americana, al fine di generare paura nella popolazione. La paura come ci insegna un altro documentarista è del resto il miglior viatico verso il controllo delle persone. Ho visto come si siano portati a sostegno un bel po’ di elementi nuovi, più testimonianze che avevo sempre ignorato. Il tutto condito da precedenti storici inquietanti, che fanno sembrare la strategia dei “falchi” un povero plagio dell’ascesa di Hitler (e se mai vedrete il film, non vi sembrerà un paragone azzardato).
La terza parte è forse la più interessante, per diversi motivi. I primi due argomenti infatti vengono ciclicamente rievocati da studiosi di varia natura, e almeno come tematica ci siamo vagamente più abituati. Ma nel terzo frammento si inizia parlando di un argomento che mi ha sempre interessato tantissimo, e sul quale fino a qualche anno fa anche un buffone con aspirazioni da politico si esprimeva spesso a teatro.
Il signoraggio, ossia la prassi per cui le banche centrali vendono agli stati nazionali denaro già carico di interessi, che gli stati usano per pagare gli interessi accumulati in precedenza con le banche stesse. Prendete un foglio, fate un disegnino, ripetetevelo in mente: se vi sembra un circolo vizioso non è colpa mia né vostra, lo è di fatto. Nel documentario alcuni passaggi spiegano come alcuni politici abbiano venduto il sistema monetario americano ( e di fatto il sistema paese) alle banche private, secondo una logica che essi stessi ammetteranno come fallimentare alcuni anni più avanti (siamo agli inizi del ‘900, prima della grande depressione).
Spero di avervi un minimo incuriositi, questo è il video (con sottotitoli in italiano), ma vi consiglio di aprire il link, metterlo a caricare e guardarlo anche uno spezzone alla volta. Non conterrà la risposta promessa ai diversi quesiti, ma premierei i punti di vista originali ed una volta tanto poco inclini alla retorica anti-chiesa, anti-usa e anti-tutto che troppo spesso ci viene propinata.
Ps: in apertura del film, lo spezzone di Carlin che ho scoperto essere stato copiato da Luttazzi.




