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14 Dicembre ,2007

Zeitgeist – documentario/verità(?) su religione, 11 Settembre e altro

Archiviato in: Video — murcof @ 9:10 pm
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zeitgeist

Arriva sempre il momento in cui ci si deve confrontare con un certo modo di vedere le cose, interpretare i grandi eventi, decifrare le situazioni. Ho sempre trovato affascinanti le correnti di pensiero cospirazioniste, le dietrologie e in generale le ipotesi complottiste, se non altro perchè ci restituiscono un quadro delle cose in cui tutto sommato si può ancora rintracciare un senso a quello che succede. Come se la realtà conservasse una sua linearità, e i meccanismi di tipo causa-effetto fossero ancora la dominante mai sostituita dalle reazioni cosiddette “a catena” (v. anche effetto farfalla). Per non dire poi di quanto ci affascina, mentre leggiamo un trattato iper-paranoico, pensare che forse stiamo davvero arrivando ad un grande mistero dell’umanità.

 

Faccio questa premessa perchè già da qualche mese gira in rete questo documentario, il cui titolo è Zeitgeist (tedesco per “spirito del tempo”), dalle ambizioni abbastanza marcate. Prodotto senza fini di lucro da Peter Joseph, è composto di tre parti che si occupano di confutare un po’ di certezze rispetto a religione, 11 Settembre, coinvolgimento degli Usa negli scenari di guerra, dalla prima guerra mondiale alla seconda guerra del Golfo. Roba da poco insomma.

Perché sono qui a scriverne allora? Considerato che dura quasi due ore, vale la pena perderci tanto tempo? Il problema di questo approccio paranoico è che subito viene etichettato come saturo di pregiudizi e quindi immeritevole di attenzione, mentre in realtà in più di un punto ho messo in pausa per riflettere su cose cui generalmente non dò molta importanza.

Il filo conduttore è quello dei falsi miti, utilizzati come elementi portanti di alcune ideologie al fine di esercitare il controllo sulla maggior parte della popolazione (v. masse), da parte di alcune elites. In ordine di apparizione, abbiamo quindi 45 minuti di osservazioni su come buona parte della simbologia cristiana non sia che un plagio di culti molto precedenti a quello cattolico. Dagli egizi ai persiani, passando per greci e fenici, ecco come tutti i figli di Dio sono nati il 25 Dicembre, da una vergine, facendo poi la stessa fine, ossia morte e resurrezione dopo tre giorni. La spiegazione si intreccia con l’astrologia, e questo la rende almeno secondo me particolarmente affascinante.

Nella seconda parte viene riproposta l’ipotesi dell’ undici Settembre come evento organizzato dall’intelligence americana, al fine di generare paura nella popolazione. La paura come ci insegna un altro documentarista è del resto il miglior viatico verso il controllo delle persone. Ho visto come si siano portati a sostegno un bel po’ di elementi nuovi, più testimonianze che avevo sempre ignorato. Il tutto condito da precedenti storici inquietanti, che fanno sembrare la strategia dei “falchi” un povero plagio dell’ascesa di Hitler (e se mai vedrete il film, non vi sembrerà un paragone azzardato).

La terza parte è forse la più interessante, per diversi motivi. I primi due argomenti infatti vengono ciclicamente rievocati da studiosi di varia natura, e almeno come tematica ci siamo vagamente più abituati. Ma nel terzo frammento si inizia parlando di un argomento che mi ha sempre interessato tantissimo, e sul quale fino a qualche anno fa anche un buffone con aspirazioni da politico si esprimeva spesso a teatro.

Il signoraggio, ossia la prassi per cui le banche centrali vendono agli stati nazionali denaro già carico di interessi, che gli stati usano per pagare gli interessi accumulati in precedenza con le banche stesse. Prendete un foglio, fate un disegnino, ripetetevelo in mente: se vi sembra un circolo vizioso non è colpa mia né vostra, lo è di fatto. Nel documentario alcuni passaggi spiegano come alcuni politici abbiano venduto il sistema monetario americano ( e di fatto il sistema paese) alle banche private, secondo una logica che essi stessi ammetteranno come fallimentare alcuni anni più avanti (siamo agli inizi del ‘900, prima della grande depressione).

Spero di avervi un minimo incuriositi, questo è il video (con sottotitoli in italiano), ma vi consiglio di aprire il link, metterlo a caricare e guardarlo anche uno spezzone alla volta. Non conterrà la risposta promessa ai diversi quesiti, ma premierei i punti di vista originali ed una volta tanto poco inclini alla retorica anti-chiesa, anti-usa e anti-tutto che troppo spesso ci viene propinata.

 

Ps: in apertura del film, lo spezzone di Carlin che ho scoperto essere stato copiato da Luttazzi.

Sito ufficiale

 

Opere d’arte in Rfid a Roma

Ho sempre considerato molto critico il rapporto tra arte e tecnologia. Tendo a credere che i due comparti si snobbino a vicenda, anche se con motivazioni diverse da entrambe le parti. O almeno avevo sempre creduto che ciò fosse vero a livello di produzione artistica vera e propria, visto che poi a livello amatoriale si dice sempre di interessarsi un pò di tutto.

Ebbene apprendo con gioia che a Roma sta facendo la sua parca figura una installazione di tale Piero Fantastichini: chi si trovasse a passare per l’ Accademia di belle arti in via Ripetta, può ammirare questo “Grande muro di stelle”, un enorme parallelepipedo composto da 36 tele di 2 metri per 2. Di particolare c’è che queste tele in realtà rappresentano 12mila chip e 500mila stelle realizzate con gocce d’argento. Sparsi lungo le tele si celano inoltre dei tag capaci di comunicare con dispositivi dotati di connettività wireless.

grande muro di stelle

In pratica il visitatore avvicinandosi all’opera riceve un input da quest’ultima, consistente in un’opera d’arte famosa che l’artista ha associato ad ogni stella. E’ l’opera quindi che inizia il processo di interazione, fornendo quello che è a tutti gli effetti un possibile percorso di lettura. Di tag in tag infatti, il pubblico può seguire i propri gusti accostandosi così a quelle modalità di navigazione tipiche degli ambienti web o più tipicamente ipertestuali.

Curatore dell’esposizione è Derrick de Kerckhove, il quale esprime le sue considerazioni su aspetti di merito ma anche di contesto. Se infatti da un lato c’è entusiasmo per il ribaltamento operato dall’installazione, riguardante proprio la componente “attiva” dell’opera d’arte, dall’altro emerge la constatazione di come il binomio arte-tecnologia sia decisamente inedito nel nostro paese, suscitando quasi paura. Prova può esserne che il lavoro di Fantastichini nasce all’ Ecole Polytechniqye dell’Università di Nizza, con la collaborazione di Nokia che ha fornito i dispositivi mobili dotati di tecnologia Nfc.

Sul futuro di questo esperimento non sembrano esserci molte certezze: rimarrà a Roma fino al 20 Dicembre, mentre per il futuro si valutano molte ipotesi, tra cui quella di scomporla e venderla a diversi collezionisti, che poi si riunirebbero periodicamente per ricongiungere i pezzi e dare vita a nuove installazioni (v. community).

Conoscendo il livello di penetrazione di questo genere di novità nel nostro paese, personalmente credo mi recherò di corsa all’Accademia di belle arti. Ovviamente vi consiglio di fare altrettanto, possibilmente dotati di dispositivi mobili che supportino rfid o connessione wireless. Poi magari postate anche qualche commento.

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