Non avevo in mente di scrivere alcunchè oggi, visto anche lo scazzo per un Natale nient’affatto esaltante. A peggiorare le cose è giunta la notizia diffusa da Punto Informatico, riguardo il rientro di certe opere italiane dall’ estero, che però in base al Codice Urbani non potranno essere in alcun modo fotografate e diffuse in digitale sul Web.
Come sintetizza il famoso magazine online, allo stato attuale:
“non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.”
Secondo il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” infatti, vige il divieto di ritrarre qualunque opera presente sul nostro territorio, senza l’autorizzazione dell’ente che la gestisce. Non solo, ma manca il cosiddetto “panorama freedom“, grazie al quale chiunque dovrebbe poter ritrarre tutto quanto visibile pubblicamente, senza dover cercare il titolare dei diritti e compensarlo per questo.
Al di là del fatto che quando fate le foto in una stazione dovete controllare che non ci siano addetti SIAE in giro, ma gli studenti di architettura in particolare dovrebbero chiedere la testa del genio che ci ha fatto questo regalo: come potete immaginare, il patrimonio architettonico italiano contemporaneo ne esce distrutto, dal momento che non si possono diffondere immagini di opere recenti, fattore cruciale per la diffusione all’estero delle nuove realtà.
Rimando comunque all’articolo completo di Punto Informatico, qui cito solo un estratto dell’ intervista dello stesso magazine a Enrico Santarelli, ordinario di Politica Economica ed Economia industriale dell’università di Bologna:
“il destino dell’architettura moderna italiana su uno dei dieci siti più visitati al mondo, pare segnato. L’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Fiera di Milano, la Stazione Centrale, il palazzo del rettorato de La Sapienza di Roma, le stazioni della metropolitana di Napoli, il Pirellone, la nuova chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo… scompariranno a breve dalle Wikipedie internazionali [...] “.
Siccome oggi sono abbastanza scoglionato, questa cosa mi ha preso molto a cuore. Ho deciso quindi che ad ogni occasione, pubblicherò anche le foto tutelate da questa legge fascista del cazzo – anzi credo che per orgoglio e spacconaggine il regime avrebbe favorito la pubblicazione delle immagini.. qua siamo al semplice bigottismo burocratico.
D’ora in poi vi assillerò ancora di più con le foto delle mostre che vado a visitare. Se voi avete timore di fare altrettanto mandatemele pure, ho un account su flickr che non vedo l’ora di intasare.
Sembrava un pò ipocrita stare a postare la classifica di Pitchfork, o meglio usarla come bersaglio per le freccette. Ecco perchè, per sembrare un pò più sportivo, a quella dei film faccio seguire la mia classifica dei migliori dischi del 2007.


