oziorama…

5 Marzo ,2008

Arte e tecnologia: final cut

Archiviato in: Link, Musica, Video — murcof @ 11:17 am
Tags: , , , , ,

Ho finalmente concluso questo lavoro di ricerca che mi accompagnava da fine Gennaio. Mi sono imbattuto davvero in numerose ideee interessanti, e confesso che se lavorassi nel marketing tirerei fuori una campagna con ognuna delle venti opere che ho analizzato.

 

Per darvi un’idea, ho deciso di postare di tanto in tanto qualche lavoro che mi ha particolarmente convinto. Sono tutti affascinanti per diversi motivi, ma vi invito soprattutto a notare come spesso da tecnologie già esistenti possano nascere modalità di interazione del tutto nuove.

 

Oggi vi presento questa “interfaccia” musicale di David Rokeby. In realtà il termine è arduo, perchè l’installazione è pensata proprio per generare musica semplicemente monitorando i nostri movimenti. Eh già, basta dimenarsi ed il feedback sarà immediato.

 

David Rokeby – Very nervous system (Canada, 1986)


Tecnologia: videocamera, processore di immagini, sintetizzatore, sistema di altoparlanti.
Interazione: il computer osserva i gesti fisici attraverso la videocamera, e li trasforma in improvvisazioni musicali, correlate al tipo di movimenti catturati. Tutta l’interazione avviene in tempo reale, con feedback continui.

 

rokeby

 

 

 

Sviluppata a partire dal 1982, ossia quattro anni prima del suo completamento, questa installazione di Rokeby si focalizza sul ruolo fondamentale delle interfacce nei nuovi modelli di interazione uomo-macchina. Se infatti come sostiene l’autore, il linguaggio dei personal computer è puramente logico, l’approccio a questo codice deve essere più intuitivo possibile, magari arricchito da feedback sempre chiaramente percepibili.

 

L’ artista ha quindi realizzato un ambiente che risponde ai movimenti del corpo con improvvisazioni sonore, prodotte tramite i sintetizzatori e diffuse dagli altoparlanti nella stessa stanza in cui ci si muove. In questo modo l’utente è al centro di un loop di feedback, una interazione che prende spunto dai suoi movimenti, produce un suono che tornando allo stesso utente influisce di nuovo sui gesti successivi.

 

Il focus non è tanto il controllo sui suoni, componente per cui si potrebbe paragonare il tutto ad un complesso strumento musicale, a cui però l’artista non è interessato. Al centro c’è infatti una relazione di risonanza complessa e stratificata tra il soggetto e la macchina. Qualcosa che vada oltre alcuni meccanismi tipici dei primi computer utilizzati dagli artisi.

 

“Early computer art used random number generators to provide variety and complexity. I replaced the random number generator with the complexity of sentient human response.”

 

L’opera si è poi evoluta per oltre un decennio, arrivando addirittura a sezionare i movimenti di parti singole del corpo, per associarle a determinati strumenti. La mano destra guiderà ad esempio il basso, quella sinistra uno strumento a fiato. Il tutto sempre evolvendo la strumentazione iniziale, con un concept e un insieme di tecnologie pressocchè immutate negli anni.

 

 

Un pò di link utili:

 

http://homepage.mac.com/davidrokeby/vns.html

http://www.medienkunstnetz.de/works/very-nervous-system/

http://www.wired.com/wired/archive/3.03/rokeby.html

http://www.iamas.ac.jp/interaction/i95/rokeby_e.html

 

 

 

 

Un video dell’installazione:
http://youtube.com/watch?v=GALMmVZ49Pc

Blog su WordPress.com.