oziorama…

6 Marzo ,2008

Il cast di Lost interroga gli sceneggiatori

Archiviato in: Link, Varie — murcof @ 5:51 pm
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Ho sempre evitato di parlare di Lost, se non altro perchè non credo di poter aggiungere molto a quanto già si legge in giro.

Vi linko però questo curioso confronto tra gli attori della serie e gli sceneggiatori, Carlton Cuse e Damon Lindelof. Potrete rivedervi in molte delle domande poste dal cast, e strano a dirsi, gli autori sono abbastanza prodighi di rivelazioni.

 

La fonte è il sempre prezioso Badtaste. Fate attenzione perchè ci sono anche un pò di spoiler sulla stagione in corso. Nota a margine: il successo di pubblico di questa quarte serie sta premiando una qualità tornata finalmente agli ottimi livelli delle prime due.

 

Nuovi cluster crescono (Skins again)

Archiviato in: Link, Musica, Video — murcof @ 1:34 pm
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Chi ha dimestichezza con le attuali dinamiche del mercato, sa quanto è difficile ritrovare quella segmentazione dei pubblici che ha dominato il marketing fino a qualche anno fa. Certo, ci sono le mappe Eurisko, ma credo neanche queste siano davvero sufficienti a rincorrere nicchie (neanche tanto piccole) dalle caratteristiche totalmente nuove.

 

Su Kalporz ci divertiamo da tempo a canzonare i cosiddetti indie-kid. A parte qualche definizione che potete trovare, in sostanza si caratterizzano dal punto di vista musicale come downloader massivi, focalizzati soprattutto sulle uscite recenti.
Di queste ultime possono conoscerne in numero impressionante, mentre peccano spesso sui dischi più datati: i grandi artisti vengono ascoltati, ma solo i lavori considerati più importanti. Lo stesso approccio veloce viene dedicato agli album recenti, ascolti rapidi che tendono a rimanere piuttosto in superficie.

 

Parlo di questo perchè ieri mi sono reso conto che Skins (di cui ho già parlato in un paio di occasioni) è la prima serie tagliata precisamente sugli indie-kid. Non solo parla di loro come adolescenti – cosa che cinema e tv fanno da almeno trent’anni – ma ne parla il linguaggio musicale, di hits per lo più sconosciute al mercato mainstream, ma famosissime per chiunque bazzichi i principali portali di divulgazione musicale e non.

 

Nell’ episodio di lunedì per esempio (2×04 – Michelle) si potevano ascoltare, tra gli altri, Arcade Fire (“Keep the car running”) e Gravenhurst (“The hollow man”). Due tra i gruppi più votati nelle classifiche di fine 2007, i secondi autori di uno dei migliori dischi indie dell’anno. Uno sguardo alla colonna sonora della prima serie rivela nomi della medesima provenienza (Dj Shadow, Bloc Party, Broadcast, Yeah Yeah Yeahs, The Fall).

 

Il punto non è più andare su un genere preciso, o su un periodo particolare. Il succo del discorso è piuttosto rincorrere tutto un universo di riferimento, che fa del suo differenziarsi dalla musica mainstream una delle proprie caratteristiche peculiari. Dieci anni fa una serie tv non avrebbe potuto fare a meno del filone brit-pop (Pulp, Suede, Blur), pubblico e broadcaster coincidevano con una certa precisione nelle rispettive domande ed offerte.

 

Il successo di Skins non è casuale, perchè oltre ad essere scritta e recitata divinamente, sa anche con certezza a chi vuole parlare. Il calo di ascolti di realtà come Mtv non fa che confermare il dileguarsi di questa strana platea indie, che però torna alla tv quando si recupera un linguaggio più consono al suo. E buona notte alla morte della televisione.

 

Qui sotto c’è un estratto dell’ultimo episodio.. scena che può sembrare già vista, ma in ogni caso metteteci sotto i Sigur Ros, ed ecco accalappiato il tuo pubblico (voglio essere chiaro, non c’è polemica: funziona anche con me!)

 

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