PUBBLICITA’ PROGRESSO: Poiché il “prestito ponte” toglie alla ricerca scientifica, all’istruzione e all’assistenza sociale per fare assistenzialismo a una flotta d’incapaci che in un Paese normale fallirebbe, per 4 mesi non si compri un biglietto Alitalia se non con i punti Millemiglia e a settembre vediamo chi vola.
Redacted di Brian de Palma è un film sulla guerra in Iraq, ed è una delle poche cose veramente necessarie che abbia visto di recente. Non so quanto bello, ma sicuramente ci voleva.
Tra le altre cose, viene citata anche questa antica leggenda mediorientale, ambientata proprio in una delle località turistiche preferite dai generali americani…
“C’era a Bagdad un mercante che mandò il suo servo al mercato per fare provviste. E il servo ritornò ben presto, pallido e tremante, e disse: «Padrone, poco fa, mentre ero al mercato, fui urtato da una donna nella folla, e quando mi volsi mi accorsi che era stata la morte ad urtarmi. Mi guardò e mi fece un gesto minaccioso. Te ne supplico, prestami il tuo cavallo ed io abbandonerò questa città per sfuggire al mio destino. E andrò a Samarra, dove la morte non potrà trovarmi.» Il mercante gli prestò il suo cavallo, e il servo montò in sella e, spronando a sangue l’animale, partì al galoppo. Allora il mercante si recò alla piazza del mercato e mi scorse fra la folla. «Perché hai fatto un gesto minaccioso al mio servo, stamane?» mi chiese avvicinandosi. «Il mio gesto non era di minaccia, bensì di sorpresa» risposi. «Fui stupita di vederlo a Bagdad poiché avevo un appuntamento col lui questa notte a Samarra.”
Ieri sera grandissima esibizione di questo solido gruppo inglese.. incollo qui ciò che ho scritto stamattina su kalporz.
Ieri ho lavorato come un somaro ad un progetto, e quando mi sono ricordato del concerto un’orda di minipony ha squarciato le nubi, mi ha finalmente staccato dal pc e condotto in estasi all’ingresso del locale. Dove quindi sono entrato.
Prima di loro solita band romana con probabile amicizia nel locale, suonano tipo mezz’ora, cioè.. un tempo allucinante, non finivano mai e sembrava la stessa canzone suonata in 6 salse diverse. Il cantante poi è un giovane piero pelù che però si eccita toccando i cd dei led zeppelin.. io sto in prima fila, e passo tutto il tempo con lo sguardo a terra distratto, pensando ad altre cose, e ogni tanto cerco di capire se hanno cambiato brano. Ecco, se ne vanno.
Applausi dei loro amici sparsi tra il pubblico, smontìo di strumento vari, synthpop in sottofondo tra i due show, mentre i primi vendono i cd (un euro, la riproduzione di una tasca di jeans con dentro il disco).
All’improvviso, ma neanche tanto, entra nick talbot e fa prove con la chitarra, sistema cose, tipo mette fogli con la scaletta ai piedi di ogni postazione (e questo è molto carino da parte sua), partono le prime grida tra il pubblico. Dopo qualche minuto si rifanno avanti tutti e quattro, e devo dire che talbot ha un aspetto veramente curioso, vestito con pantalone di cotone e camicia marrone leggera, occhiali dalla montatura snella, fa molto contrasto coi “fanatici” di prima e questo è bello. Essendo quest’uomo un fenomeno infatti è gradevole che si veda anche da queste cose la differenza.
L’apertura è con “western lands”, title-track dell’ultimo disco, e la portano un attimo per le lunghe giusto per far entrare il pubblico nell’atmosfera. Non ci si allontana molto dalle sonorità in studio, ma spesso la chitarra di nick (la prima) è più alta e aggressiva della seconda. Questa impostazione si rivela tutta in “the hollow man”. uno dei pezzi che adoro dell’ultimo disco, ma che sul palco mi dà una cocente delusione.. la seconda chitarra, quella che fa quell’arpeggio così carino, non si sente per nulla, e quindi metà del fascino del brano si perde del tutto.
A margine, questa cosa mi ha rotto il cazzo.. ma possibile che certi gruppi non si rendano conto di quanto conti un determinato passaggio nell’economia di un brano? Altri somari furono gli arcade fire ad hasselt, di cui ho già parlato.. Sarò limitato io, ma questa cosa è tremenda, perchè anche se il live viene bene, tu avrai sempre la sensazione che sia monco.
Vabbè, tutta la prima parte comunque è caratterizzata da un ritmo molto sostenuto,si va avanti con “she dances”, resa ancora molto più ipnotica dai giri marcati e solitari di talbot, e che esplode però anche molto di più rispetto alla versione su disco. Insomma, questra fase suona un pò come il video che vedete qui sotto (hollow man, appunto).
La seconda metà si placa un pò, suonano qualche pezzo vecchio, come “nicole” (da fires in distant buildings), e la bellissima “tunnels” (opening di flashlight seasons). Dopo questa fase vanno su qualcosa che è metà e metà, tipo “trust” (dall’ultimo), e verso la conclusione si torna indietro a “velvet cell” (se non sbaglio.. nel caso, da fires in distant buildings), con coda strumentale interminabile, violenta, noise, quasi post-rock. Alla fine ci sono due bis che non riconosco, e loro che se ne vanno definitivamente con un pò di gente che mugugna rumorosamente.. concerto bellissimo, fantastico, ma.. SONG AMONG THE PINE? Ma come puoi dimenticarti uno dei momenti più belli ed intensi dell’ultimo disco? Io quasi non ci credo, del tipo che ora tornano e la suonano in conclusione di tutto, e invece no, queste merde davvero non l’hanno messa in scaletta. BAH – eccovi il video come consolazione (non ufficiale).
Sto uscendo e mi dirigo verso il banchetto dei cd, penso che sono dei cazzoni e che allora me la ascolto io a casa dall’originale.. che però costa 15 euro. E sti gran cazzi, io già protestavo a 12, ma così veramente facciamo la concorrenza ai grandi negozi. Niente, prendo una birretta, assisto al proliferare di ragazze agghindate che si accingono a ballare (dopo infatti c’è il magico sabato sera del circolo), ne punto qualcuna, poi esco mesto fuori in giardino, fumo una sigaretta e torno a casa. Ho le orecchie tutte ovattate, compro un cornetto, giunto in camera mia lo mangio sulle note di “regeneration” dei divine comedy…
monday, restate my assumption, heaven and hell, do not exist…
Sto partecipando al google online marketing challenge con un gruppo di miei colleghi della Sapienza. Tutto il mio corso di laurea specialistica in effetti si sta sfidando in questo evento globale, e a quanto pare in Italia siamo abbastanza pochi da sperare in una menzioncina alla fine di tutto.
Questo comunque è il blog che ho creatoad hoc per l’iniziativa.. a google volevano una cosa simile da parte di ogni gruppo, giusto per aumentare un pò l’hype intorno alla cosa. Ad essere sincero il tutto è molto bello, ma forse siamo troppo presi dal lavoro vero e proprio per renderci conto che c’è gente da noi lontanissima che sta partecipando alla stessa gara.
Piccola postilla: su wordpress ci sono molti più temi, ma la semplicità d’uso di blogger è veramente un prodotto d’avanguardia.