Sapevo già che a livello di marketing e comunicazione (questa sconosciuta), Trenitalia è tra le realtà più tristi di sempre.
Ebbene forse la cosa più brutta che ho visto proprio in generale, nella vita, è l’iniziativa messa in piedi per le elezioni. Tutto orrendo, dall’enfasi praticamente nulla data alla cosa sul loro sito (quanti di voi controllano puntualmente le news a lato?), alle limitazioni ai soli espressi e regionali, passando per il calcolo che vi obbligano a fare da soli per definire il costo del vostro biglietto, nel caso voleste prendere un treno di categoria superiore.
Senza dimenticare ovviamente il fatto che per usufruire di tutto ciò dovete per forza fare la coda in stazione – e ripeto, per forza in stazione. In primis perchè il tutto non è stato implementato nel sistema di acquisto online (quant’era difficile inserire una tariffa ad hoc?). In secondo luogo perchè se vi spostate, e all’andata siete privi di certificato elettorale, avete bisogno di una autocertificazione che però come ricorda Trenitalia, non può essere accettata da agenzie di viaggio o altri soggetti diversi dalla società.
Ricordo un bellissimo articolo pubblicato su repubblica qualche tempo fa, sulla “giungla dei prezzi organizzata” di Trenitalia. Entrano milioni di euro in più solo grazie alla confusione creata negli utenti dal piano tariffario. Ecco, questa delle elezioni è un capolavoro di dissuasione: regolamenti su regolamenti, di cui uno diviso in cinque capitoli, per dire UNA – SEMPLICE – VACCATA: risparmiate con espressi e regionali, sugli altri non vi conviene neanche venire in biglietteria per risparmiare quei quattro spiccioli che vi toglieremmo.



