distraiamoci un pò, non so parlando dell’ ultima volta che vi siete masturbati al cinema, o di quando la cassiera vi ha ammiccato mentre vi allungava i biglietti, o di quando un vecchio porco è stato cacciato perchè si toccava vistosamente nello spettacolo del pomeriggio..

io potrei parlare del piccolo pugno di stronzi reietti che qualche sera fa ha provato a rovinarmi la visione di “lasciami entrare”. non penso che quelle merde stiano leggendo, ad ogni modo, non ci siete riusciti. è un vostro diritto ridere e fare battute per tutto il tempo, ma non quando verso la fine si capisce chiaramente che ti trovi davanti a uno dei film più belli degli ultimi mesi, e ti senti un ebete a sorridere di fronte a tanta, tenera e sincera violenza. vi ho sognati mutilati in quella piscina, spero vi ci siate sognati anche voi.
voto 9 alla ragazza che uscendo, si lamenta col suo amico di un tipo dentro, che a fine film diceva saccente “questa è la tipica finta-grande fotografia.. perchè non è bella, ma è fatta per sembrare una grande fotografia”.
il mio amore usciva dalla sala con questo suo amico, aveva i capelli rossi, e alle mie spalle mentre mi allontanavo, la sentivo dire sprezzate, “io queste vomitate tecniche da chi non è tecnico proprio non le reggo.. queste cose patetiche da secondo anno del dams”. ieri sera ti sei persa uno che ti ha amato davvero.
la sera prima purtroppo me l’hanno solo fatta annusare. ho visto frost/nixon di ron howard, che è appunto un regista bravo a sfilarsi le mutande da sotto la gonna, senza farti vedere niente sotto, e mentre lo fa ti ammicca da grandissima vacca.
dunque il film è la cronaca di un duello, tra giornalista ed ex presidente. alla fine ci si chiede un pò chi vince, io parto dalla risposta a questo interrogativo, ovvero entrambi, e mi riallaccio a “a beautiful mind”, dove la storia era proprio su uno dei primi tipi che aveva teorizzato dei contesti in cui nessuno perde. ora io sto sicuramente facendo una speculazione di alto livello, e sono anche troppo generoso, perchè in fondo ron howard si può tenere le sue mutande sporche, dal momento che io a parte la bella faccia dei due protagonisti, non ho davvero notato alcunchè di passabile.
poi una cosa che mi mette a disagio, sempre perchè sono un signore, è quando stai con una (persona), e pensi che vorresti stare con un’ altra. ora io guardando pensavo che visto il materiale, i reperti, quella storia l’avrei data ad un jonathan demme, oppure per il discorso di tv e media in generale, ad un brian de palma. ma non a quella vacca da latte consumata di howard, che manco un panettone come il codice da vinci riesce a mascherare da cinema ragionato.
dopo c’è stato un piccolo buffet (si trattava di un’anteprima), c’erano vari tipi di vino bianco che però tutti trascuravano, perchè nelle facoltà a indirizzo umanista se non bevi vino rigorosamente rosso, sei un povero stronzo che non apprezza il vero piacere del vino.
ho tradotto la bottiglia in un posto sicuro – mi dicono che nel gergo carcerario, il trasferimento si chiama traduzione – e mi sono rivisto con calma l’ultimo episodio di romanzo criminale (serie). la bottiglia mi guarda come la scarpetta di roger rabbit prima di finire in salamoia.. credo temano tutte di fare la fine dei pacchetti di sigarette, minacce di morte ovunque, spirale di odio da far invidia ai rumeni. valle a dire che non gliene frega un cazzo a nessuno.







