Avrà pur capito qualcosa Bugo, che nella sua semplicità ci ha fornito una citazione fondamentale..
 
Ecco un pò di motivi per cui non vedo l’ora che arrivi il fine settimana (e relativo sbarco a Pg):
 

- “In Rainbows” è una truffa.. ho aspettato mesi prima di ascoltarlo, e alla fine sto quasi per disdire l’ordine online del cd - che avevo fatto prima di ascoltarlo in mp3. Ormai siamo nel giro dei Rem, Sigur Ros, Mark Lanegan, Tom Waits, Dirty Three e chi più ne ha… paraculi seduti sui propri soldi, e che non suonerebbero una sola nota che il loro pubblico non si aspettasse.
 

- poste italiane si ostina a perdere i cd che mi vengono spediti da play.com. Uno in particolare (v. sopra) mi è stato spedito ben due volte, e ancora non si vede arrivare. E chi bazzica su ebay sa cosa sono ancora le poste, al di là del maquillage che ci rifilano ormai da anni. Tempo fa qualcuno identificava nella loro inefficienza uno dei motivi per cui Amazon si è tenuta lontana dal nostro paese. Ufficialmente questa cosa non è mai trapelata dalla società americana, eppure continuo da anni a leggere di venditori che escludono l’Italia dalle loro trattative per l’incertezza delle nostre consegne.
 

- i fantastici progetti universitari stanno diventando una colonna di marmo sulle gonadi. Dovrei ritrovare lo spirito di una volta, ma siccome oggi come oggi anche in India si va a fare outsourcing e non certo a ritrovare sè stessi, misà che semplicemente starò qui a bollire finchè la pressione non farà saltare il coperchio.
 

- I soldi mancano sempre. Dovrei lavorare. Ma il lavoro è tempo. Sottratto alle cose che mi piacciono. Che valgono più dei soldi che mi pagherebbero. Senza i quali non posso fare le cose che mi piacciono. AAA: cercasi zio americano (o cinese, capirai).
 

- Io posso essere indeciso. Il tempo no. Fai sole o pioggia, ma non ci rompere il cazzo.
 

- Questo blog sta lottando per entrare nella mia collezione delle cose lasciate a metà. Toglierlo dalla barra dei segnalibri potrebbe almeno aiutarmi a non pensarci…
 

Cosa ascolto per distrarmi da tutto questo? A volte funzionano i Belle & Sebastian…


 
 

oppure John Vanderslice, con quello che è obiettivamente il suo capolavoro.

In un pomeriggio soporifero ed assolato, scopro una perla che ha aumentato di un paio di tacche la qualità di questa giornata..

Ferenc Cakò è un animatore ungherese, e al Sicaf (festival di animazione di Seoul) del 2003 offre alla platea una esibizione di sand art, nient’altro (si fa per dire) che animazione con la sabbia. Su uno schermo illuminato, le mani dell’artista disegnano di volta in volta figure di verse, utilizzando pochi tratti dell’una per generare la successiva, in una galleria di soggetti che vogliono rievocare diverse concezioni e momenti del mito della creazione.


Fa uno strano effetto rivedere un pò di clamore per un animatore magiaro, erede di una scuola che nel secondo dopoguerra è stata tra le più fiorenti d’ Europa, se non del mondo. “Chiusa” in una produzione votata al folklore e alla propria tradizione, storia e costumi, l’ Ungheria ha quindi trovato difficoltà ad affermarsi presso un pubblico più ampio di quello nazionale.

Fa piacere che almeno in contesti più istituzionali il peso culturale di questo paese sia tenuto ancora nella dovuta considerazione.

Leggo e inoltro l’invito di Gabriele Romagnoli, in calce al suo racconto di oggi..


PUBBLICITA’ PROGRESSO: Poiché il “prestito ponte” toglie alla ricerca scientifica, all’istruzione e all’assistenza sociale per fare assistenzialismo a una flotta d’incapaci che in un Paese normale fallirebbe, per 4 mesi non si compri un biglietto Alitalia se non con i punti Millemiglia e a settembre vediamo chi vola.

Redacted di Brian de Palma è un film sulla guerra in Iraq, ed è una delle poche cose veramente necessarie che abbia visto di recente. Non so quanto bello, ma sicuramente ci voleva.

 

Tra le altre cose, viene citata anche questa antica leggenda mediorientale, ambientata proprio in una delle località turistiche preferite dai generali americani…

 
 


“C’era a Bagdad un mercante che mandò il suo servo al mercato per fare provviste. E il servo ritornò ben presto, pallido e tremante, e disse: «Padrone, poco fa, mentre ero al mercato, fui urtato da una donna nella folla, e quando mi volsi mi accorsi che era stata la morte ad urtarmi. Mi guardò e mi fece un gesto minaccioso. Te ne supplico, prestami il tuo cavallo ed io abbandonerò questa città per sfuggire al mio destino. E andrò a Samarra, dove la morte non potrà trovarmi.» Il mercante gli prestò il suo cavallo, e il servo montò in sella e, spronando a sangue l’animale, partì al galoppo. Allora il mercante si recò alla piazza del mercato e mi scorse fra la folla. «Perché hai fatto un gesto minaccioso al mio servo, stamane?» mi chiese avvicinandosi. «Il mio gesto non era di minaccia, bensì di sorpresa» risposi. «Fui stupita di vederlo a Bagdad poiché avevo un appuntamento col lui questa notte a Samarra.”

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